Quando l’artista naviga nel futuro

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L’impatto delle nuove tecnologie sull’economia, sulla democrazia, sull’individuo e sull’ambiente anima sentimenti spesso diametralmente opposti, dall’entusiasmo per le tecnologie disruptive, alla denuncia per le implicazioni etiche di talune implicazioni della modifica del genoma (genome editing).

Quel sentimento misto di timore, entusiasmo e talvolta rifiuto verso ciò che non si conosce non è tuttavia nuovo e potremmo dire anzi che è vecchio come il rapporto tra l’uomo e la macchina, quella macchina che ha reso possibile, soprattutto in occidente, il processo di industrializzazione prima e poi la rivoluzione tecnologica e ora i processi di digitalizzazione.

Un sentimento che è stato interpretato, non già dagli scienziati ma in maniera esemplare dai letterati. Non ci si deve sorprendere di questo: spesso l’orizzonte non è descritto da coloro che da terra lo vogliono misurare, ma dai naviganti che con la loro fantasia lo hanno oltrepassato.

TCRS 2019 post

(copertina della rivista TCRS, a cura di Bruno Montanari  che ospita il mio contributo)

Con l’avvento della rivoluzione industriale, il classico filone delle utopie a chiaro sfondo filosofico-politico che in precedenza aveva visto impegnati autorevoli pensatori come Tommaso Campanella e Tommaso Moro, poi numerosi precursori dell’Illuminismo, da Éméric Crucé (Il nuovo Cinea per una pace universale,1623) a Cyrano de Bergerac (l’Altro Mondo attorno al 1652), da James Harrington (La Repubblica di Oceana del 1656) a Gabriel de Foigny (La Terra Australe nel 1676) e infine gli esponenti del socialismo utopistico come Charles Fourier (autore, negli anni ‘30 del XIX secolo del Nuovo mondo amoroso) sfocia in veri e propri paradisi tecnologici di cui il maggiore interprete è la fiorente letteratura fantascientifica degli utopisti tecnologici.

Tra questi il pioniere, lo scrittore americano Edward Bellamy (Guardando indietro: 2000-1887 del 1888) al quale fa seguito Albert W. Howard con le sue megalopoli (The Milltillionaire, 1895), Fred Clough con la fabbrica quasi completamente automatizzata (The Golden Age, 1923) e ancora George S. Morison (The New Epoch, 1901) e Charles W.Woolrifge (Perfecting the Earth: a piece of possible history, 1902).

La più solida contrapposizione a questa visione “mistica” è costituita delle visioni apocalittiche e catastrofiste sullo stampo de La strada (2006) dello scrittore americano Cormac McCarthy, che immagina un mondo interamente devastato dagli incendi e condannato alla penombra, o Stazione 11 (2014) della scrittrice canadese Emily St. John Mandel, dove la popolazione viene decimata da una inarrestabile epidemia. Gli spunti più interessanti si ritrovano invece nel filone delle distopie letterarie, la cui etimologia mutuata dal greco significa come noto: cattivo (dis) luogo (topia).

Sono dunque gli autori delle distopie letterarie i primi interpreti delle grandi paure della modernità affermatesi tra il XIX e il XX secolo attorno agli effetti indesiderati della tecnologia spinta.

In taluni casi la tecnologia è al servizio di nuove derive dittatoriali basate sul pensiero unico: testimoni di questo pericoloso connubio sono Evgenij Zamjatin (Noi, scritto nel 1920-21), Aldous Huxley (Il mondo nuovo del 1932), George Orwell (1984, scritto nel 1948) e Ray Bradbury (Fahrenheit 451 del 1953). In altri casi, la nuova macchina è vista in relazione al lavoratore e dunque foriera di disoccupazione tecnologica. Si tratta del timore che le macchine possano un giorno non solo essere capaci di alleviare il lavoro dell’uomo ma, a lungo andare, di sostituirlo. Una visione distopica da contrapporre ai sogni utopici legati all’avvento delle grandi scoperte come il controllo dell’energia elettrica, il telefono, la dinamo, il cinema, la radio e infine la televisione.

(estratto dal mio articolo “Nuove generazioni e tecnologia tra utopia e distopia” pubblicato in questi giorni sulla Rivista scientifica di Filosofia  TEORIA E CRITICA DELLA REGOLAZIONE SOCIALE,1/2019, Mimesis Edizioni acquistabile su http://www.mimesisedizioni.it)

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