L’Italia dei Giardini: la natura e l’uomo si alleano per la bellezza negli oltre 6.800 spazi verdi adiacenti le dimore storiche

Tag

, , ,

La letteratura delle scienze naturali e sociali illustra l’ambivalenza estetica e funzionale del giardino; tanto come elemento di meraviglia tramandato sin dal mondo antico, quanto fattore per la sostenibilità ambientale e sociale nel contesto odierno. Eppure, se da un lato la rilevanza della nozione e di singoli beni “giardini” è ormai conclamata, resta indefinita la portata di questa dimensione nel contesto di riferimento

Un primo elemento che contraddistingue il giardino rispetto ad altre aree verdi è la finalità e l’intenzionalità dell’essere umano. Giardino che può essere definito “appezzamento di terreno in cui si coltivano fiori e piante ornamentali: una villa con giardino; giardino all’inglese, all’italiana” (GARZANTI-Linguistica). Per la definizione di parco invece: “vasto giardino pubblico o privato con piante ornamentali e d’alto fusto, destinato allo svago e al riposo”.

Tra le infrastrutture verdi, tuttavia, vengono considerate tali anche il bosco, definito (GARZANTI-Linguistica) come “estensione di terreno coperto di alberi, generalmente d’alto fusto, uniti ad arbusti e altre piante selvatiche: bosco di querce, di abeti; attraversare il bosco; perdersi in un bosco | insieme di alberi d’alto fusto disposti in gran numero uno accanto all’altro: bosco ceduo, da taglio, che si taglia periodicamente” e il viale: strada urbana, generalmente larga e alberata | strada in un giardino, in un parco” (GARZANTI-Linguistica).

Da una parte, si riscontra la dicotomia tra estensioni spaziali di piante secondo un ordinamento selvatico (bosco) o artificiale (giardino, parco, viale); dall’altra, si evince la duplice accezione della tipologia parco, che rappresenta tanto un’estensione naturale quanto una versione amplificata della tipologia giardino. Per praticità, in questa sede il parco -così definito- sarà incluso nella tipologia giardino.

Il giardino in alcune sue accezioni può essere inteso come infrastruttura verde, sia in riferimento alla rete di spazi verdi interconnessi (siano essi naturali, pubblici, privati, terre coltivate o altri spazi verdi protetti), sia come processo che promuove un approccio sistematico e strategico per la conservazione (naturale e sociale ad essa annessa), che può avvenire a diversi livelli di governance e che incoraggi la pianificazione dell’uso del suolo e pratiche che siano positive per la natura e per l’uomo.

L’infrastruttura verde, a sua volta, assume una accezione più vasta che include, oltre alla tipologia Giardino, anche altre aree verdi che, ancorché meno edonistiche dall’intervento umano, svolgono comunque una funzione ecosistemica di rilievo nel contesto di riferimento, non escluse tra queste, quella estetica.

L’infrastruttura verde, così determinata, risulta essere uno strumento di supporto, se non addirittura risolutivo, per la gestione di problematiche legate alla pressione demografica, non di minor rilievo rispetto all’evoluzione del sistema ferroviario, della telefonia o di internet.

Per leggere lo studio e acquisire i dati sui Giardini adiacenti le dimore storiche italiane curato dall’Osservatorio Patrimonio Culturale Privato vedi al seguente link l’articolo curato da me e da Anna Rita Ceddia apparso sul nr. 41 della Rivista Territori della Cultura, da pag 92: http://www.qaeditoria.it/Documenti/TdC_41/territoridellacultura41.html#p=92

Per la sintesi dei risultati vedi invece sull’Osservatorio Patrimonio Culturale Privato https://www.osservatoriopatrimonioculturaleprivato.org/